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FERRARI F1

Ferrari : guarda che luna guarda che Mare

A pochi giorni dalla doppietta della Scuderia Ferrari in Bahrain nella gara d’esordio della stagione 2022, il Mondiale di Formula 1 torna in pista per un altro appuntamento in calendario, il Gran Premio dell’Arabia Saudita che, a meno di tre mesi dalla prima, è giunto alla sua seconda edizione. Si corre sul tracciato semi-cittadino della Jeddah Corniche, dove a dicembre Charles Leclerc e Carlos Sainz giunsero rispettivamente settimo e ottavo. Si resta dunque in Medio Oriente ma dal Mar Arabico ci si sposta sulle rive del Mar Rosso.

La pista. Il circuito deve il proprio nome al fatto che per un lungo tratto il percorso segue il lungomare – con un termine francese molto usato in Medio Oriente appunto “corniche” – e si estende per 6.174 metri. È il secondo tracciato per lunghezza dopo Spa-Fracorchamps ed è quello con più curve anche se, diversamente dalle altre piste cittadine, propone pieghe fluide, senza angoli retti e con molti tratti velocissimi. Lo scorso anno ha proposto picchi da oltre 330 km/h e medie sul giro superiori ai 250 km/h. Sono previste tre zone DRS, con più punti adatti per i sorpassi: i giri da percorrere saranno 50. Dopo la gara del 2021 la pista ha subito alcune modifiche: sono state arretrate le barriere per offrire maggiore visibilità nelle curve 2, 3, 14 e 21. In altri quattro punti si è agito per migliorare la sicurezza sostituendo le barriere di cemento con quelle metalliche in uso a Monaco, che diminuiscono l’attrito nell’impatto e “perdonano” i piloti che le sfiorano: in questo caso le curve interessate sono la 4, la 16, la 22 e la 24. Infine è stata aumentata di 150 centimetri verso destra la larghezza della pista dopo l’ultima curva, la 27. In quel punto lo scorso anno alcune monoposto erano finite contro le barriere.

XAVI MARCOS, RACE ENGINEER CAR #16

1. La Formula 1 torna in Arabia Saudita a meno di tre mesi dall’esordio sulla Jeddah Corniche. Che cosa avete imparato dalla prima esperienza su questo circuito?
“Si tratta di un circuito indubbiamente complesso, fatto di ben 27 curve e molto lungo. Già lo scorso anno ci siamo resi conto di come la gestione del traffico in qualifica e dei doppiati in gara fosse un fattore chiave. È fondamentale dare quante più informazioni al pilota così che possa, fin dalle prove libere, trovare il ritmo e la confidenza necessaria per spingere tra i muretti. Per fare questo il pilota ha bisogno di girare con continuità e io, al pari del mio collega Riccardo Adami con Carlos, cerco di metterlo in condizione di centrare questo obiettivo”.

2. Una delle caratteristiche di questo circuito sono le curve cieche. Come Race Engineer come riuscite ad aiutare i piloti?
“Anche se in questa seconda edizione la visibilità in pista dovrebbe essere migliorata, la Jeddah Corniche resta comunque un circuito con molti punti ciechi. Uno dei nostri compiti è cercare di ridurre le limitazioni derivanti da questa peculiarità del tracciato: fin dalle prove libere cerchiamo di trovare le “finestre di traffico” ideali per mandare in pista i piloti lontano dalle altre vetture. Poi, come dicevo, chiamiamo continuamente i distacchi da chi si trova davanti e su chi, nei giri lenti in cui si ricarica la power unit, magari sta spingendo da dietro, così da evitare di dover abortire un giro lanciato o disturbare qualche altro concorrente. L’ulteriore aspetto su cui siamo particolarmente attenti qui a Gedda sono le situazioni di rischio in seguito a incidenti. Nonostante la segnaletica sul tracciato sia efficace, appena succede qualcosa avvertiamo immediatamente il pilota via radio per evitare che possa trovarsi in pericolo”.

3. Nella vittoria ottenuta pochi giorni fa in Bahrain quale è stato l’aspetto più difficile da affrontare per supportare Charles durante la gara?
“Nella gara di domenica scorsa l’aspetto più difficile da gestire è stato senza dubbio il consumo delle gomme: avendo pneumatici completamente nuovi – esordivano i Pirelli da 18” che hanno preso il posto del precedente modello da 13” – avevamo diverse incognite su come si sarebbero comportati in corsa. Per questo avevamo costantemente l’occhio sullo stato del battistrada e cercavamo di dare più informazioni possibili al pilota. Devo dire che Charles, che per me è un vero talento, negli ultimi anni è cresciuto in maniera evidente anche nella gestione delle gomme in gara e per questo la mia domenica è stata un po’ più semplice di quanto mi potessi aspettare”.

Ferrari Stats

GP disputati 1031
Stagioni in F1 73
Debutto Monaco 1950 (A. Ascari 2°; R. Sommer 4°; L. Villoresi rit.)
Vittorie 239 (23,18%)
Pole position 231 (22,40%)
Giri più veloci 255 (24,73%)
Podi totali 780 (25,22%)

Ferrari Stats GP dell’Arabia Saudita

GP disputati 1
Debutto 2021 (C. Leclerc 7°; C. Sainz 8°)
Vittorie 0
Pole position 0
Giri più veloci 0
Podi totali 0

Gran Premio dell’Arabia Saudita: numeri e curiosità 

1. La percentuale di terreni coltivabili in Arabia Saudita. La superficie del paese è prevalentemente desertica e la popolazione – poco meno di 30 milioni di abitanti – si concentra soprattutto nelle città che sorgono nelle vicinanze dei due mari che bagnano il paese (il Mar Rosso e il Mar Arabico) e nella capitale Riyad.

5. Gli ingressi in pista della Safety Car nell’unica edizione del Gran Premio dell’Arabia Saudita fin qui disputata. In totale lo scorso anno vennero percorsi 16 giri dietro la vettura di sicurezza.

27. I sorpassi effettuati lo scorso anno sul tracciato della Jeddah Corniche. A compierne più di tutti Carlos Sainz con quattro. Charles Leclerc ne effettuò due.

32. La temperatura massima media in gradi Celsius a Gedda nel mese di marzo (la minima è 21). L’umidità è spesso molto alta, mentre il valore medio annuale è 35. Impressionante il picco di calore mai raggiunto in città: il 22 giugno 2015 si toccarono i 52 gradi.

336,6. La velocità massima più alta in km/h raggiunta sulla Jeddah Corniche. Il record, stabilito tre mesi fa nella penultima gara della stagione 2021, spetta a Kimi Rȃikkönen con l’Alfa Romeo Racing a motore Ferrari.

Così in Ferrari 75 anni fa

Nell’officina di Maranello si lavora a tappe forzate per la costruzione del secondo telaio della 125 S e del relativo motore dodici cilindri. Enzo Ferrari nel frattempo comincia a passare in rassegna il calendario delle competizioni nazionali cercando di identificare il migliore appuntamento nel quale fare debuttare in corsa la sua creatura.