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FERRARI F1

Ollie Bearman quanti pensieri ha messo in F.1

La prestazione di Ollie Bearman, in sostituzione improvvisa di Carlos Sainz, ha messo in agitazione il mondo della F.1 in cui i “mostri” sacri si sono sentiti attaccati, sia pure indirettamente, da quello che potrebbe fare questo pilota con una presenza fattiva e continuativa, in un fine settimana completo e non sono con 60 minuti di messa a punti e poi una gara che lo ha visto partire dalla 11a posizione per soli 36 millesimi che lo hanno tenuto lontano dalla Q3 che, se raggiunta, avrebbe potuto avere un risultato dirompente.

Ora succede che la Ferrari sia costretta a non poterlo “sfruttare” direttamente e dovrà cederlo ad altra squadra, praticamente solo la Haas, in quanto la squadra ufficiale è già al completo per parecchi anni in futuro.

Quello che non stupirebbe, sempre che la Ferrari non lo metta sotto contratto “blindato” in quanto sembra proprio che sarà quasi sempre lui la terza guida del Cavallino nelle prossime gare della stagione di F.1, è che Bearman possa essere portato in squadra sia dalla Mercedes che ha un volante lasciato libero da Hamilton, ma anche dalla stessa Red Bull al posto di Perez, anche lui a suo tempo pilota nato nella FDA di Maranello.

A renderlo ancora più interessante, per la concorrenza, sono le dichiarazioni che stanno rilasciando, a vario titolo e per lo stupore generato, i vari uomini della Ferrari che hanno avuto un diretto contatto con “l’uomo orso” che orso non è, dal punto di vista professionale per come si è comportato nel rapporto tecnico con cui ha approcciato continuato e concluso il suo debutto nella F.1.

Gli ingegneri che lo hanno seguito direttamente in pista sono rimasti esterefatti anche per quelli che sono stati il debriefing post gara, che sono forse il momento più coinvolgente per consentire ai progettisti della Ges sul come sviluppare il futuro della monoposto.