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Forse, certo, ma, si, no. Hamilton porta “Bono” a Maranello?

Più conosciuto con il soprannome di Bono, Peter Bonnington è colui di cui si è sentita spesso la voce durante i team radio tra lui, race engineer e Lewis Hamilton. Inglese, ovviamente, ha 48 anni e si può dire che è da sempre, oltre 24 anni, in F.1 essendo arrivato in Jordan nel 2000 per passare poi in Mercedes con Michael Shumacher prima di essere ereditato a Lewis Hamilton.

Nel suo “palmares” vi sono ben 6 dei titoli iridati per cui risulta essere tra gli ingegneri di pista più vincenti ed è interessante capire quali sono i suoi compiti, per cui si può definire che è il “pilota” che rimane ai box.

  • Nasce da lui ed il suo staff la creazione del setup migliore per ottenere il massimo dallo stile di guida del pilota conoscendo la monoposto sua disposizione. Nella continuità del lavoro , arriva a conoscere al meglio le caratteristiche intrinseche del pilota e sapere quali sono le sue necessità al fine di fargli estrarre il tutto ed il meglio del proprio potenziale.
  • Durante la gara è la persona che deve gestire le difficoltà assieme al suo pilota comunicando le strategie decise dall’apposito gruppo di lavoro presente sia ai box che nel reparto corse in diretto collegamento.

Essendo il “pilota” Bono dai box ha un ruolo di “psicologo” per far si che il bilanciamento psicologico del pilota in cosa Hamilton in questo caso, sia sempre tenuto ad alto livello, anche quando “vive” momenti di depressione, cui deve sopperire spingendolo a risolvere le problematiche con le giuste informazioni necessarie a risolvere la situazione.

Ecco perché la sua presenza a Maranello, a fianco di Hamilton sarebbe quanto mai probante come appoggio incondizionato.