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FERRARI F1

Ferrari, dal Canada: “in medio stat virtus”

Nell’equilibrio delle cose, nell’ amalgamazione dei singoli componenti, scaturiscono i risultati a tutti i livelli. Questo in particolare è stato il concetto espresso dalle SF-23 in occasione del G.P. del Canada dove le stesse hanno evidenziato un utilizzo delle gomme con battistrada nella gradazione “media”, tra le tre disponibili, che ha consentito di ottenere un risultato abbastanza vicino al podio anche grazie alle condizioni del tracciato intitolato alla memoria di Gilles Villeneuve.

La poca usura con cui questo asfalto incide sulle gomme ma anche un nuovo concetto delle regolazioni in essere ha fatto si che sia stato possibile intraprendere una strada di cui evidentemente si attendono le conferme nel prossimo appuntamento in Austria dove l’apporto dei nuovi tecnici arrivati a Maranello potrebbe essere ancora più incisivo.

Dal solo cambio gomme effettuato dalle due Ferrari nasce il risultato finale, per cui si sono risparmiati una ventina di secondi in quando, proprio subito dopo il pit Stop delle Rosse i tre piloti che sono saliti sul podio ne hanno dovuto, voluto effettuare un secondo.

Quanto si vocifera dal reparto corse ci fa venire in mente un dossier espresso, alcuni decenni or sono dalla Ferrari, in cui si dava espressione a quelli che sono i parametri più importanti di cui si compone una monoposto e come questi parametri interagiscono tra di loro in una somma, tra ascisse e ordinate che, per ognuna delle singole voci, deve dare sempre e comunque un livello 100.

Se una di queste componenti migliora e va a far crescere oltre il 100, il risultato finale, bisogna elevare verso l’alto anche gli altri singoli parametri che vanno percentualmente a comporre la somma finale per ogni componente.

Se non si trova questo equilibrio, vi sono componenti che reagiscono in modo differente, vanno anche in sofferenza per eccesso di sollecitazione, e quindi portano alla “instabilità” complessiva per la guida a disposizione del pilota.

Sulle SF-23 i nuovi tecnici arrivati hanno proposto delle differenti e più “dolci” erogazioni della potenza sia per il motore sia per i supporti elettrici che saranno quelli basilari nella prossima generazione di “spinta”.

Non solo, hanno sfruttato il test di sviluppo per le nuove gomme 2024, effettuato in parallelo con la Mercedes, per nuove regolazioni in altezza minima della monoposto per trovare il giusto equilibrio e costanza nel carico aerodinamico dal sotto scocca.

A completare il pacchetto delle modifiche la possibilità di avere una più ampia opportunità di regolare l’assetto delle sospensioni, tramite l’inserimento di un asola, affinché le stesse non gravassero troppo sui pneumatici e consentissero di raggiungere e. mantenere le giuste temperature d’esercizio che hanno consentito di effettuare una sol cambio gomme al 39° giro, a fronte dei due degli avversari.