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FERRARI F1

Ferrari: è cosa buona e giusta provare in pista

E’ cosa buona e giusta se la Ferrari decidesse di programmare una serie di sedute di prove direttamente in pista e non solo al simulatore. Sia pure nelle limitazioni in essere da parte di FIA & Co la situazione morale di entrambi i piloti, di Leclerc in particolare, consiglierebbe di impegnarli ad un lavoro effettivo per mantenere la dimestichezza necessaria e ritrovare una maggiore sicurezza in se stessi.

Stante questo periodo di “inoperosità”, a seguito della cancellazione della gara programmata in Cina, mentre nel reparto corse F.1 in via Ferrari a Maranello si stanno allestendo i parametri necessari per migliorare le prestazioni della SF-23, i piloti potrebbero essere mantenuti in allenamento effettivo, sia pure alla guida di monoposto dismesse, a fronte delle sedute sole psico-atletiche .

La disponibilità della pista di Fiorano renderebbe questa tipologia di lavoro la più pratica ed anche la meno costosa, sempre che il tutto rientri alla voce per il rispetto del Budget Cap, perché non si deve pagare affitto operativo ne la trasferta degli uomini impegnati.

L’altra opzione più costosa sarebbe quella di effettuare, caso mai anche, sarebbe quella sul circuito di Imola che è sede della prima delle gare in Europa, nonché il tracciato dove i tecnici capitanati da Enrico Cardile e sollecitati da Fred Vasseur, dovrebbero portare delle sostanziali modifiche alla monoposto, nell’ottica di un sostanziale recupero prestazionale.

Avere pertanto dei piloti che abbiano riacquisito un feeling con la pista e con la guida potrebbe tenere conto di un altro dei parametri innovativi di quel fine settimana:la inedita programmazione delle tre sezioni delle qualifiche per l’obbligo di specifiche unilaterali per l’utilizzo delle gomme disponibili.