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Quel tanto di nuovo a Jeddah, dopo 4 mesi

Fine settimana molto importante per la definizione effettiva delle possibilità di come ogni singola squadra potrà esprimersi in pista. La F.1 ritorna sul circuito di Jeddah solo dopo 4 mesi e i ricordi tecnici del passato sono tutto quasi da gettare nel cestino.

Circuito modificato per la ricerca di una maggiore sicurezza ed emerge che potrebbe essere più veloce. Si corre in un periodo “climatico” differente, con gomme differenti e con delle monoposto inedite, rispetto al passato.

Ecco che questo caleidoscopio di novità porterà a capire quale squadra sarà in grado di estrarre il massimo dalle gomme messe a disposizione con una opportunità, per la prima volta, di utilizzare la gradazione C4 soft e di scalare comunque ad un complesso di battistrada intermedi nelle gradazioni disponibili. 
 

Scelta che è stata “ponderata” in funzione del layout, dell’ asfalto, delle temperature ipotizzate e dei dati raccolti nella gara di debutto nel 2021. Il recente rifacimento dell’asfalto consente di avere un buon livello di aderenza e livelli ragionevolmente contenuti di abrasione e quindi un minor degrado del battistrada.

Carichi e velocità sono nella media, con un valore complessivo di stress sui pneumatici senza un particolare impegno in termini di trazione e frenata. Grazie alla presenza delle gare di supporto è prevedibile una evoluzione molto rapida dell’aderenza. E’ previsto un alto grado di evoluzione nel fine settimana, grazie anche alle gare di supporto della Formula 2. 
 

A Jeddah spetta in primato di essere il tracciato cittadino con la maggior media oraria sul giro. è leggermente cambiato rispetto al debutto nello scorso anno, per le modifiche necessarie per via di alcuni incidenti occorsi in pista nel 2021.

Sono state arretrate le barriere di protezione con lo scopo di migliorare la visuale in alcune curve, mentre l’ultima è stata allargata rimuovendo una tribuna, e questo potrebbe far diminuire ulteriormente il tempo sul giro. Alla curva 13 si presenta un banking di 12 gradi che rendere il circuito molto veloce, secondo per velocità solo a quello di Monza. 
 

Il Gran Premio dell’Arabia Saudita, che si corre sulla distanza di 50 giri, è la seconda gara notturna consecutiva in calendario. Questo significa che le temperature della pista possono variare tra una sessione e l’altra, come è già avvenuto in Bahrain, stante che le FP2 e qualifiche più rappresentative delle condizioni di gara.