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Ma quale rosso Ferrari 1950 meglio pensare all’affidabilità

La notizia che sta prendendo piede nelle cronache sportive in preparazione del 1000° Gran Premio da disputare dalla Ferrari in F1 è la decisione di portare in pista le monoposto con la colorazione degli anni 50 per quanto riguarda la tonalità del rosso con cui si sono cominciate verniciare le scocche da utilizzare.

Dire che la cosa è indecente forse è troppo ma invece la vera notizia è quella che la Ferrari si deve impegnare per mandare in pista delle monoposto che siano affidabili e che non mettano a rischio la vita dei propri piloti. Anche se questi non sono più parte del futuro ma solo di un mal sopportato presente.

Vorrei sapere quale può essere la considerazione di un guidatore qualunque, il sig Rossi di tutti i giorni, che dopo pochi chilometri che ha preso fuori la sua macchina dalla concessionaria o dalla sua autofficine si vede comunicare “hai problemi ai freni” e dopo pochi metri riesce, miracolosamente, ad imboccare una via di fuga, come quelle che esistono nelle autostrade francesi nelle discese, e uscirne indenne.

Quanto successo a Sebastian Vettel ieri, che per sua fortuna è avvenuto in un punto di estrema sicurezza del tracciato, sta passando sotto silenzio e questo, se da una parte è comprensibile per come si sta scalfendo il prestigio della Ges Ferrari, da un altra dovrebbe essere il cardine con cui preparare la gara evento, su un circuito evento, con un pubblico ristrettissimo nell’ evento covid 19.

Il “festeggiare”il 1000° Gran Premio della Ferrari non può certo far pensare ad una vittoria cui si sarebbe potuto utopisticamente supporre se almeno la “SF1000 problemi” avesse dimostrato una competitività maggiore e si fosse trovato un agreement tra le squadre della F.1 per farla vincere e ricaricare l’interesse mediatico e degli appassionati attorno alla F.1.

Vettel sarà domani al simulatore e di una cosa potrà essere tranquillo: anche se i freni continuassero a non funzionare sin dall’inizio del lavoro sarà più che tranquillo per uscirne incolume.

Stesso si potrà dire anche per Charles Leclerc che si è addossato tutta la responsabilità di quanto successo mettendo in evidenza che per un attimo ha pensato di poter agguantare la replica di un un successo che lo ha portato a strafare dimenticandosi che la monoposto è quella che è e non permette esuberanze da “predestinato”.

Questo sempre che, alla vera origine del suo improvviso sovrasterzo, non vi sia qualcosa di altra origine e su cui investigare in queste poche ore, visto che massimo massimo le due monoposto dovranno arrivare al Mugello nella mattinata di giovedì e proprio la monoposto del monegasco deve essere ricostruita.