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Maranello: povere margherite: si corre, non si corre…..

Un non inverno già da qualche settimana ha riproposto belle margherite fiorite con largo anticipo. Specialmente quelle che sono in “costiera” e riparate dai venti da nord.

Le poverette, a Maranello, non si aspettavano certo che a decidere sulla loro breve vita di campo, anticipatamente, fosse il dilemma che una volta, nel secolo scorso, era legato alla corrispondenza delle prime infatuazioni amorose “mi ama…non mi ama” ed al risultato scolastico di fine anno strappando petalo per petalo, ed ora invece, in particolare a Maranello, legato all’inizio del mondiale di F.1.

Si corre, non si corre, si corre….

Alla GES di via Enzo Ferrari, al 27 di Maranello, il lavoro procede alacremente. Da una parte l’analisi critica dei dati raccolti nei test di inizio stagione per poterli immettere nel simulatore, rivisti e corretti, per avere un confronto con quelli emersi dalla galleria del vento e a sua volta rimbalzati di nuovo sul “Ragno” per avere il responso dei piloti sviluppatori.

Questa partita a “tennis”, ha come rete la strada Nazionali Giardini che separa la galleria del vento, situata ad est della gestione industriale, ed il pensionando simulatore, situato alle spalle dell’ultima versione della GES.

Partita il cui risultato finale è alla base della necessità di trovare una uniformità d’intenti che invece è stata difficile da trovare nella prima stesura del progetto dedicato alla SF1000, poi rivisto e corretto con una versione evoluta utilizzata parzialmente, per la seconda sessione di prove e che si vorrebbe ancora più evoluta, per il fine settimana pronta per la spedizione in Australia.

Alla Gestione Sportiva si lavora come se nulla fosse. Il Corona visur non rientra tra i parametri necessari per montare i due esemplari della SF1000, da completare con annessi e connessi, ovvero i ricambi minimi necessari, per essere spediti, inesorabilmente entro venerdì, alla volta dell’Australia.

A fianco di questa tipologia di lavoro potrebbe essersi inserita una maggiore attenzione sulle condizioni fisiche, leggasi temperatura corporea, di coloro che sono presenti nell’elenco di quella che è la “forza lavoro” minima necessaria durante lo svilupparsi di un fine settimana di prove e gara.

La raccolta di questi dati, continuativi, potrebbe essere un ottimo supporto dal punto di vista clinico per fornire alle autorità sanitarie australiane una valutazione ponderata e non solo momentanea, per ottenere l’accensione del primo semaforo verde all’aeroporto d’arrivo, con l’accesso al paddock del tracciato per raggiungere il materiale già arrivato.

Su questa alacrità delle “formiche in rosso” pende poi un’altra incognita le decisioni sull’effettiva disputa della gara, tra due domeniche, che non è legata alla presenza del pubblico o meno come sta avvenendo in Italia, ma alla volontà, in Australia, di evitare ogni possibile invasione del Virus dall’ Europa che di contaminazioni varie lì ne ha portate a bizzeffe nei secoli scorsi.

Unica cosa, la decisione non può essere, come è avvenuta per un incontro di calcio in Italia, con l’annullamento quando le squadre stavano quasi per scendere in campo.

Una novità assoluta potrebbe essere rappresentata da una metamorfosi, se tutto il materiale si trovasse già a Melbourne e le autorità prendessero una certa decisione per evitare troppo afflusso di persone, sviluppare una gara smart, ovvero trasmessa solo dai network televisivi.

L’ unica cosa certa, per queste prossime ore.. povere margherite.

Si corre, non si corre, si corre non si corre….