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Ferrari: Le prossime sono 24 ore di fuoco a Maranello. Bisogna effettuare un analisi molto profonda di quanto successo in Canada per presentarsi a Baku, stile Monaco

Maranello: Le prossime 24 ore, e non solo, saranno di fuoco alla Gestione della Ferrari. Bisogna analizzare per filo e per segno ogni dato della telemetria. Non appena le monoposto saranno in reparto analizzare i danni e la mancata affidabilità, nel finale, per la monoposto di Raikkonen. La bolla di sapone dei successi di Monaco e delle prestazioni ottenute sino alle libere 3 in Canada che davano per certa una replica dei successi sulla Costa Azzurra, è svanita nei pochi secondi successivi alla partenza. Da quel momento si sono innescate una serie di concomitanze che hanno portato le SF70H a navigare nel bailamme del centro classifica sia per errori dei piloti alla partenza, e non è la prima volta in stagione, della strategia e del comportamento decisamente “anglosassone” della direzione gara allo stop di Verstappen. Alla partenza, a seguito dell’incidente che ha coinvolto Felipe Massa e con le monoposto completamente fuori dalla sede stradale e quindi senza un pericolo diretto, dopo la Safety Car virtuale e entrata in pista quella vera che ha ulteriormente compattato un gruppo ancora compatto. Qui la Ferrari non ha saputo sfruttare l’attimo fuggente richiamando ai box Vettel per sostituire lo spoiler danneggiato. I dati di telemetria non erano preoccupanti come invece sono diventati di li a poco con le conseguenze del caso, ovvero perdere posizioni su posizioni durante il pit stop,  costringendo Vettel a mettere in pista tutto quello che aveva di suo per vedere di recuperare il recuperale. Così è rimasto in allenamento. Sinceramente ci è riuscito nonostante le difficoltà a superare Ocon e Perez spinti del un motore Mercedes che sui tratti veloci si è espresso al meglio, con i ringraziamenti di Hamilton, Bottas e Ricciardo. Il secondo episodio quello che ho definito “anglosassone” è avvenuto durante il ritiro di Verstappen la cui monoposto è rimasta per parecchi giri mezza in pista, sia pure fuori traiettoria, spinta in luogo sicuro dopo il tempo necessario ma non velocissimo dai commissari di percorso, a mano con alcune situazioni grottesche. Qui ci sarebbe voluta la Safety Car, non quella virtuale ma quella reale ma…. sarebbe stato un grossissimo vantaggio per la Ferrari ed un danno non da poco per Hamilton che era già al comando in beata solitudine e che si sarebbe trovato inseguito a distanza ravvicinata dal suo compagno di squadra e dalla “muta” degli inseguitori e con la “Gina” che avrebbe potuto attaccare immediatamente se dover recuperare secondi e metri di pista. Ai 18 punti che Vettel ha ancora di vantaggio su Hamilton fanno da contrasto i 20 punti con cui ora Raikkonen insegue Bottas. Per amor di pace e senza conseguenze polemiche ci ha pensato da solo a cedere la posizione  a Vettel,  senza sollecitazioni, ma andando a sbagliare una frenata. Oltre a quanto già detto bisogna avere una chiarezza o certezza: cosa è successo sulla “Gina” durante il giro di schieramento? Qualcosa di così importante da far si che Vettel andasse a controllare personalmente in ginocchio da Lei cosa ci fosse nella sua parte inferiore.