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2 errori di strategia che non arrivi il terzo

Di recente Charles Leclerc è troppo legato alla numerologia, quella negativa in cui al 2 si abbina il tre , ovvero il ripetersi di un evento che è negativo. L’unico che sinora non lo ha interessato più di tanto è stato il cedimento del freno sulla Ferrari storica sempre a Monaco.

Monaco, in cui finalmente è arrivato a concludere la gara ma andando a disperdere tutto quanto di positivo aveva fatto nell’antefatto delle prove, gli ha mostrato quella ritrosia che corrisponde al proverbio “nemo profeta in patria“, tenendolo lontano dalla vittoria e dal podio.

A limitarlo un paio di errori nella strategia organizzata dal suo muretto box e dal Virtual Garage in cui 40 persone a Maranello seguono con maggiore attenzione le 20 monoposto in pista.

Ci ritorna alla mente quell’altro clamoroso errore di strategia della Ferrari quando Alonso era avversario più diretto di Webber per la vittoria iridata e gli strateghi di Maranello gestirono la corsa tra i due e non si accorsero che Vettel se ne volava invece alla conquista dell’iridato.

Il numero dei due errori, già in essere, è stato ampiamente descritto direttamente dalla Ges in Ferrari per cui ora della cosa si dovrebbe concretizzare una serie di contro misure che sappiano tenere sotto controllo le situazioni sempre che non succeda quello che è successo a Sainz stoppato da un Latifi per i 3 secondi che gli hanno impedito di vincere.

Ora vi è la doppia trasferta di Baku e Montreal e non ci si può permettere di far “scattare” l’errore tre perché altrimenti Leclerc non solo non può avvicinarsi a Verstappen ma può temere il sorpasso da parte di Perez.

Per “esorcizzare” la situazione, sia pure la situazione fosse già programmata, Leclerc si è impegnato a girare in pista a Fiorano per una giornata intera al volante della sua monoposto ma utilizzando le gomme da pioggia, quelle che dovrebbe poter essere obbligato ad utilizzare il prossimo anno.