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C'era una volta

Odoardo Govoni se ne è “andato” salito in cielo

Un pilota di altri tempi, che ha fatto parte della storia dell’automobilismo sportivo italiano non solo modenese, poliedrico ed uomo che ha saputo vivere a 360°, Odoardo Govoni è arrivato al capolinea della vita ed è passato tra gli ex,.

Ho corso la sua ultima gara in salita, in cielo, dopo che in terra, proprio nelle salite ma non solo, era il pilota da battere. Più importante di vincere, allora era: stare davanti a “Dino” Govoni che non er Sun ormone ma tutto nervi.

Con qualsiasi macchina gli si desse o scegliesse diventava un castiga matti, non domo di una vita che lo ha visto imprenditore, grande amico delle donne, quelle belle in particolare, e che è arrivato solo secondo in qualche gara quando notte tempo gli scappava lo scorrere delle ore, in appassionate partite a poker, sino alle 4 di mattina, quando poi andava a mettersi il casco per infilarsi alla guida.

Fare l’elenco delle sue partecipazioni a gare, qualsiasi tipologia in cui una 4 ruote potesse correre, è lunghissimo. In sintesi 7 titoli tricolori ed 1 europeo.

Un grosso, il più grosso ed involontario, errore nella sua vita. Era in bagno e ricevette una telefonata importante, fece rispondere: ” Bene digli che aspetti” senza però specificare il perché. Dall’altro capo Enzo Ferrari, che aveva chiamato senza filtri, personalmente, per parlare di un “matrimonio” che non si fece.

Quando gli si ricordava la cosa aveva ancora qualche rimpianto, per non aver finito la frase che gli avrebbe cambiato il destino: saltare in groppa al Cavallino.

Conscio di quell’errore madornale cercò qualche ripetuto abboccamento ma le risposte piccate del Grande Vecchio furono sempre assolutamente negative.

Sapeva sfruttare appieno tutto quello che un ‘auto da competizione gli potesse dare. Per un ricordo personale in pista, ricordo la sua partecipazione al “Trofeo del motore Fuso” unagimcana ideata all’interno del kart dormo Santa Croce di Carpi, allora già dismesso, ma unica opportunità di organizzare a Modena qualcosa di veloce in circuito e con la illuminazione per la notte.

Dell’autodromo, quello vero, non si poteva già parlare, si correva il rischio della deportazione politica rossa come Ferrari e Maserati ma altrettanto rossa per le competizioni.

Si presento con una De Tomaso Pantera da competizione, allestita per le gare nella categoria Gr.4, Mastodontica GT larga a più non posso su una pista che era stata omologata, in larghezza, solo per i Go-kart

Qualche risolino di troppo, irrispettoso, che dopo la serie di giri di prova si trasformò in lacrime e sangue da parte di quegli specialisti delle gimcane che si presentavano con macchine piccole, di solito Fiat 500, ma spinte da motori di 2000cc.

Quando ormai il pubblico scemava per l’ora di cena un testa a testa tra Covoni e la sua mastodontica Pantera ed un paio di specillasti di settore.

Nelle sue mani la Pantera sembrava proprio agile, come la vera Pantera, quella nera e selvatica, e vinse con grande smacco degli avversari.