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90 è la paura a leggere la smorfia. Settimana molto calda in GES per evitarla

Con il rientro di tutto il materiale tecnico d’uso e di tutti gli uomini a Maranello, si è conclusa la trasferta in Australia che è stata negativa quanto basta e che mette in evidenza come in Ferrari la SF90H abbia già 22 punti da recuperare nei confronti della Mercedes.

In queste ore bisogna fare molta attenzione affinché 90 non faccia rima con paura, come asserisce la smorfia. Il confronto è serrato in quanto sembra che vi siano state una concomitanza di situazioni “negative” che hanno contribuito ad un risultato finale da affanno.

Le giustificazioni relative alle anomalie della pista, dove negli ultimi due anni però Vettel aveva vinto, sono plausibili ma non devono “tradire”, ovvero essere una giustificazione assoluta, dietro cui giustificare il tutto.

Ora i tutto si punta al prossimo appuntamento in Barhain dove, se si vuole porre rimedio alla situazione o quasi, bisogna invertire assolutamente il risultato: Sebastian Vettel vincitore e recordman sul giro in gara e Charles Leclerc appena alle sue spalle. Un risultato questo che, se non impossibile, non sarà comunque sufficiente ad appianare la situazione del recupero nel punteggio.

Risultato, il pareggio, che si potrebbe ottenere solo se Max Verstappen da una mano e si inserisce tra le Ferrari dominanti e le Mercedes.

La morale della favola sarà ancora ed altrimenti quella che sancisce: la Ferrari, anche dopo la fine del mese, sarà ancora ad inseguire in entrambe le classifiche.

L’importante, in queste ore, è capire come e quando si sono verificate le situazioni anomale che sommate tra di loro, hanno fatto sembrare la SF90H un gambero rispetto all’inizio delle prove di sviluppo in terra catalana.

Capire se si è trattato di sole situazioni anomale, sia legate al tracciato dove però ribadiamo Vettel negli ultimi due anni ha vinto, o se certe soluzioni tecniche adottate non siano effettivamente all’altezza.

All’altezza del livello prestazione e d’affidabilità necessario sia per la gara singola sia per l’utilizzazione dei motori, meglio chiamarli power unit, nell’arco di quelle 7 gare minime ed indispensabili per evitare di dover incorrere in penalizzazioni nella fase finale della stagione dovendovi far ricorso alla 4a unità.

Non bisogna lasciarsi trascinare nel vortice della “paura” che fa 90. L’importante è la chiarezza nell’analisi delle situazioni, un discorso aperto schietto senza far propri esasperati momenti di difesa per i singoli orticelli di competenza e di potere.

Ognuno deve mettere sul campo tutto e di più, senza che si creino delle “lotte intestine”, che spesso sono state il “sale” in Ferrari Ges all’indomani di situazioni anomale per quanto riguarda la prestazione delle monoposto in gara.

Una cosa è certa Mattia Binotto dovrà mettere sul tavolo tutte le sue capacità personali di “gestore di uomini” avendo ben salde le redine con cui controllare tutto il reparto visto che su di lui sono ora accentrate una serie molto importante di responsabilità che in passato non era mai creata, dal punto di vista operativo.

Poche carote nel suo comportamento nella sua determinazione e molti schiocchi di frusta per stimolare il recupero.